DIFESA PERSONALE E METODI ANTI AGGRESSIONE

Sapersi difendere non solo è un diritto di tutti ma sembra essere diventato una necessità, soprattutto se si tiene conto dei fatti di cronaca quotidiana. Troppo spesso accade che persone cosiddette 'comuni' siano oggetto di aggressioni più o meno gravi solo per il fatto che vengono considerate 'deboli'; molto frequentemente costoro diventano 'vittime' perchè non posseggono nessuna base per fronteggiare una situazione di pericolo. Ogni persona, uomo o donna, di qualunque età, può e deve avere la possibilità di sapere innanzitutto come evitare le situazioni pericolose e poi di sapere cosa fare se il pericolo è già presente.

OBIETTIVI DEL CORSO
Un corso di autodifesa per essere efficace deve prefiggersi alcuni obbiettivi primari, quali:

  • Lo sviluppo di una buona capacità di autocontrollo e conoscenza di sè
  • Lo sviluppo di una buona capacità di valutazione del pericolo
  • L'educazione di mente e fisico ad affrontare situazioni fuori dalla norma

STRUTTURA DEL CORSO
Questo corso è rivolto indistintamente a uomini e donne. Non richiede il possesso di doti fisiche particolari e soprattutto non deve creare false illusioni, ma fornire strumenti concreti ed efficaci utili in situazioni di emergenza. Un corso adeguato di difesa personale necessita di un tempo minimo di apprendimento che può oscillare tra le 20 e le 50 ore di lezione. Tuttavia dipende fortemente dalla singola persona, dalla sua motivazione e dalla sua volontà di raggiungere l'obbiettivo.

ATTEGGIAMENTO MENTALE
E' basilare mantenere sempre un atteggiamento mentale adeguato, che ci permetta di reagire in modo idoneo in eventuali situazioni critiche. Ciascun individuo, infatti, può assumere, a seconda delle esigenze, uno di questi stati di attenzione:

  • Stato di scarsa attenzione: quando non si è focalizzati su ciò che ci circonda, cioè si è inconsapevoli dell'ambiente in quanto immersi in altri pensieri
  • Stato di media attenzione: si è consapevoli dell'ambiente in cui ci si trova, ad esempio si è presa coscienza dei dettagli relativi a cose (strada, illuminazione, traffico) e persone (quante e quali) che ci circondano
  • Stato di alta attenzione: quando nello stato di media attenzione si percepisce un pericolo potenziale e ci si prepara mentalmente una possibile strategia di difesa
  • Stato di altissima attenzione: stato di pericolo reale in cui è necessario reagire

Ovviamente nel primo stato non ci si dovrebbe mai trovare, il secondo rappresenta uno stato che dovrebbe essere di normalità, il terzo è quello in cui si è percepito un pericolo reale ed infine il quarto quello in cui il pericolo si manifesta e bisogna prendere contromisure adeguate. Con un opportuno allenamento, è possibile riuscire ad essere costantemente nel secondo stato e raggiungere rapidamente il terzo ed il quarto in caso di necessità.

REAZIONI EMOTIVE
Quando si affronta una situazione di potenziale pericolo in cui si può arrivare ad un contatto fisico non desiderato (una spinta, un pugno, una presa ecc.) è importante stroncare sul nascere l'aggressione, possibilmente usando l'approccio verbale, prima che degeneri in qualche cosa di più grave.
E' necessario sapere che una situazione di potenziale pericolo può provocare diversi tipi di sensazioni (agitazione, ansia, paura, panico) a cui il fisico può rispondere immobilizzandosi. Ci si accorge di questa situazione in quanto si avverte un'intensa sudorazione (soprattutto alle mani), una marcata tachicardia, respiro affannoso, disturbi intestinali, una diminuita capacità di ragionare lucidamente, che arriva anche a provocare difficoltà di parola.
E' importante imparare a riconoscere questi sintomi e a conviverci: le persone normali raramente si trovano in questa situazione ed è quindi difficile che riconoscano rapidamente questi segnali; bisogna quindi che si allenino sia a conoscerli che a gestirli.
Queste reazioni sono provocate da ormoni (adrenalina ecc.) secreti dal nostro corpo sia come avvertimento della situazione di pericolo sia come potenziamento della reattività; quindi se si viene adeguatamente istruiti a gestirli nel modo corretto, possono essere utilizzati in modo vantaggioso determinando un notevole aumento della possibilità di difesa, in quanto essi ci permettono di non avvertire il dolore, di avere maggiore velocità e potenza, di essere pronti alla difesa anche senza nessuna preparazione.

TECNICHE DI AUTODIFESA
E' importante sottolineare che l'allenamento fisico inerente alle tecniche di autodifesa vere e proprie non deve essere incentrato sull'apprendimento di una serie di esercizi codificati che nulla hanno a che fare con la realtà della strada. L'allenamento fisico dovrebbe essere prima di tutto modellato sull'individuo e basato sull'apprendimento di pochi concetti base: sviluppo della capacità di coordinazione dei movimenti, sviluppo della capacità di reagire in situazioni critiche, sviluppo della capacità di percepire quando e come muoversi. Questi concetti si concretizzano in una serie di tecniche che si possono sommariamente schematizzare nel seguente modo:

  • Tecniche di difesa da aggressioni verbali
  • Tecniche di difesa da aggressioni fisiche
  • Tecniche di difesa da armi bianche
  • Tecniche di difesa da armi improprie